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Su Pei monti : Haute Route Sci Alpinistica delle Alpi Biellesi --- 27/7/2006 8:20:00
(675 letture)

Una linea orizzontale taglia il cielo sopra la pianura: in alto è azzurro e limpido, in basso è di un’indefinibile color giallastro-marrone, quando lo smog raggiunge livelli di guardia, oppure bianco candido, quando le nuvole nascondono ogni cosa.
E’ questa la visione che, nelle limpide giornate invernali, può capitare di ammirare dalle cime protese sulla pianura biellese. E’ il “mare di nuvole”, un’immensa distesa indefinita che nasconde ai nostri occhi i luoghi di vita quotidiani e ci permette di passare una giornata di sogno, lasciandoci alle spalle i crucci di ogni giorno. Dietro di noi un’unica traccia: quella degli sci dentro alla quale noi e i nostri compagni stiamo camminando. Davanti a noi una distesa di neve vergine, immacolata, che nessuno ha ancora calpestato e che ci accompagna fino al colle o alla cima, al termine della nostra gita. E poi, dopo aver tolto le pelli e bevuto un po’ di thè caldo, giù a capofitto a cercare ancora neve vergine sulla quale lasciare la nostra scia, la nostra impronta.

Lo scialpinismo è una filosofia di vita, una scelta. Lontano dai luoghi affollati, dalle comodità degli skilift e delle seggiovie, dei bar e delle piste battute. Scialpinismo è fatica, sudore, ma è anche e soprattutto raggiungere una meta, condividere obiettivi comuni, fare esperienza di solidarietà con i compagni. Già la montagna è luogo di amicizia, di condivisione, di aiuto reciproco…
La neve che in questi giorni comincia ad imbiancare le nostre montagne (speriamo
resista) ci porta a fantasticare sulle gite che faremo. Saranno innumerevoli, speriamo, e tutte molto belle. E’ difficile, però, sceglierne una da proporre sul nostro Tulëgn Alpin. Per questo ho pensato di proporre qualcosa di nuovo e inedito che difficilmente possiamo trovare nelle guide di scialpinismo. E’ un raid d’altri tempi: la HAUTE ROUTE SCIALPINISTICA DELLE ALPI BIELLESI.

Un viaggio tra Biellese e Valle d’Aosta, tra vallate e colli sconosciuti, in un ambiente selvaggio ed assolutamente non frequentato, in isolamento totale a due passi dalle grandi metropoli. Niente rifugi o punti di ristoro, solo vecchie baite oppure la tendina.
Il percorso a volte poco evidente, salti rocciosi e zone potenzialmente valangose fanno di questa breve haute route una prova anche per i migliori, un viaggio fine a se stesso in un area bianca unica nelle Alpi.
Molto probabilmente questa gita non diventerà mai una classica. Vogliamo comunque proporla ai veri amanti dell’avventura con la A maiuscola.
Equipaggiamento: carta, bussola, ramponi, piccozza, corda da 20 metri, sacco a pelo, fornello, eventuale tendina, ARVA.




Prima tappa: Trovinasse, Colle della Lace, Alpe Balmette. dislivello: salita m. 1500, discesa m. 800
tempo: ore 7
difficoltà: BSA

Da Ivrea si segue la statale 26 in direzione di Aosta. A Settimo Vittone prendere a destra e salire a Trovinasse seguendo la strada fin dove è interrotta dalla neve.
Calzati gli sci salire a sinistra ed imboccare la valle del torrente Chiossuma. Salire prima sul lato destro poi sul lato sinistro passando l’Alpe Druez (m.1900) e, spostandosi progressivamente a destra, raggiungere l‘evidente Colle della Lace a m. 2121 in ore 3,30.

Scendere sul versante opposto lasciando a destra il Lago della Lace fino agli alpeggi Lace Superiore (m.1552). Perdere ancora un po’ di quota verso sinistra giungendo all’alpe Brangolone (m.1464). Da qui si scende verso sinistra superando un tratto di bosco intricato. Successivamente un canale porta al sentiero poco a valle dell’alpe le Piane (m.1303).

Si risale la valle seguendo il sentiero estivo e, giunti a quota 1470, si guada il torrente Elvo e si risale il lato destro della valle fino alle caratteristiche baite della Balmetta (m. 1568), buon posto di bivacco.

Seconda tappa: M. Rosso, Baita Amici, Colle del Pino, Alpe Met Rus
dislivello: salita m. 800, discesa m. 550
tempo: 6 ore
difficoltà: BSA

Si risale la valle dell’Elvo tenendosi abbastanza al centro ed evitando le frequenti barre rocciose. Giunti poco sotto l’evidente colle di Chardon traversare a destra fino ad un ampio e ripido canale che sbuca sulla cima del monte Rosso (m.2374).

Abbassarsi lungo il versante Nord e seguire un lungo traverso sempre stando circa 100 metri sotto la cresta raggiungendo il colle della Barma (m. 2384).

Scendere ora degli esposti pendii verso destra fino al vallone principale, che si costeggia sulla destra. Lasciare in basso a sinistra una baita di pietra con imposte gialle (Baita Amici), traversare in quota dei ripidi pendii e un po’ a scaletta guadagnare una spalla con piccoli larici contorti, detta colle del Pino (non segnato sulle carte).

Scendere l’opposto versante per circa 100 m. e traversare in quota fino a raggiungere l‘alpe Met Rus (m.1965), buon posto da bivacco.

Terza tappa: Pietra Bianca, Colle del Lupo, Piedicavallo
Dislivello: salita m. 600, discesa m. 1450
tempo: 6 ore
difficoltà: BSA

Dal Met Rus procedere in leggera salita fino all’alpe Pietra Bianca (m. 2146).
Proseguire poi per ampi pendii alla spalla a sinistra della cima e scendere su terreno inizialmente molto ripido sul versante nord.

Spostarsi con lungo diagonale a destra fino a trovarsi sui sostenuti pendii sopra il lago Chiaro che si scendono direttamente. Giunti in vicinanza del lago, a quota 2100, salire all’alpe Crest ed al colle del Lupo m. 2340.

Da qui iniziare la discesa sul versante Biellese, ripido e impegnativo, tenendosi leggermente a sinistra, e raggiungere il laghetto del Giasprèt a m.2220. Tenersi a destra ed imboccare un grande canalone da cui si deve uscire tassativamente verso sinistra.

A quota 1870, nei pressi dell’alpe Giasprèt, divallare su bei pendii passando l’alpe Scala, Chiese ed Irogna inf. A quota 1601 scendere, alla meglio, 150 metri di bosco intricato ripido e con salti di roccia giungendo al fondovalle percorso dal Torrente Irogna.

Uscire a destra lungo il tracciato del sentiero estivo, guadare nuovamente il torrente e raggiungere la bella borgata di Rosei dove normalmente si tolgono gli sci e, per bella mulattiera, in 30 minuti raggiungere Piedicavallo.

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