Le propaggini del Monte Tovo, nella zona dei
piloni della funivia di Oropa, ben si prestano
all’arrampicata sportiva. Queste lisce placche
sono state, negli anni, salite da molti climber
biellesi che vi hanno aperto numerose vie:
Lanza, Ciarletti, Sellone, Pinna, Bruschi, Volpe,
Pizzoglio, De Bernardi, Bachisio, Brandolino,
Munarin, Echerle.

Questi personaggi, alpinisti biellesi più o meno noti, si sono impegnati in un’attività di valorizzazione, per quanto riguarda l’aspetto dell’arrampicata, di una parte di territorio altrimenti poco fruibile e, fino a qualche anno fa, decisamente poco fruita dal grande pubblico. Oggi, dopo la costruzione della ferrata NitoStaich, che vede settimanalmente un passaggio quantificabile in qualche centinaia di appassionati, si è tornati a richiodare e sistemare le vecchie vie di arrampicata, ormai quasi in disuso in particolare a causa della vetustà dei materiali.
Grazie al progetto Oropa verticale,che vede come artefici principali Roberto Munarin e Aldo Echerle, si è iniziato poi un lavoros istematico di ricerca di nuovi settori e di aperturadi nuove vie, non ancora del tutto concluso, che darà a questa zona delle basse alpi biellesi sicuramente un rinnovato momentodi gloria. I settori sono: Seattle rock, Giasscomune, Tetto delle Pisse, Vento freddo, Codadel Drago, Tetto del credere, Ferrata “NitoStaich”, Placca grigia, Ai foraman, Ai event, Airock, ai Gemei dla pissa, con difficoltà chevanno dal 4° al 6c+. E’ in progetto anche un sentiero che colleghi tutti i settori. A questo importante lavoro si aggiunge la rinascita della scuola di arrampicata del Tetto del Lago, struttura che si trova nei pressi del rifugio Savoia al Lago del Mucrone. Anche questa era ormai dismessa da anni e il progettoè stato realizzato dalle guide alpine di Tike Saab grazie ad un finanziamento del collegio regionale guide alpine del Piemonte e della Fondazione Funivie Oropa.
Il sito si caratterizza in tre diversi settori: il primo con due vie di tre tiri ed un percorso di calate in discesa, il secondo con undici monotiri, il terzo con un muro di arrampicata sulle pareti della stazione di valle della cabinovia del Camino. Questi siti sono e saranno di grandissima importanza per lo sviluppo del turismo alpino nella conca di Oropa ed hanno cambiato in modo radicale la frequentazione della nostra montagna, rendendola appetibile ad utenti che provengono da tutto il nord e centro Italia. Se mi è permesso esprimere un desiderio spero di non vedere più corsi di alpinismo o arrampicata, organizzati dai nostri sodalizi locali, che prevedono esclusivamente gite “fuori porta”.