Le cave della Balma, come tanti altri luoghi in Valle Cervo, ci ricordano il tempo in cui l’estrazione della sienite era un’attività che in valle portava lavoro e interessi. Oggi restano ben visibili solamente le lisce pareti abbandonate, ferite aperte inferte alle nostre montagne, senza possibilità o volontà di cura.

L’amministrazione comunale di San Paolo Cervo, con l’intento di un rilancio turistico-sportivo della valle e di un recupero ambientale del sito dismesso, ha predisposto un progetto per la realizzazione di un parco nella zona delle vecchia cava. L’idea prevede la realizzazione di una via ferrata, una palestra di roccia, una via di arrampicata artificiale, un’area pic-nic abbellita con abeti, un parcheggio e un chiosco bar; il tutto a fianco del torrente Cervo, solarium e piscina naturale, che nei mesi estivi si riempie di persone in cerca di refrigerio. Un primo e piccolo pezzettino di questo lavoro, che attende i finanziamenti di Regione Piemonte e Comunità Montana, è stato realizzato da Gianni Lanza e dal sottoscritto il 26 novembre scorso. Seguendo l'ottica di fare alcune vie appositamente a scopo didattico è stata aperta la via dei “Picapèri”. 4 tiri di corda in scalata artificiale, che forse qualche fortissimo ripeterà in libera, soprattutto nell’ultimo tiro. La via si presta benissimo all'apprendimento della tecnica artificiale; magari è un po’ demodè, ma sicuramente deve entrare nel bagaglio degli alpinisti. Mancava nel panorama locale, e non solo, una via del genere. Sulle lisce placche e soprattutto sul tetto del secondo tiro invitiamo, quindi, i nostalgici delle staffe e tutti coloro che vogliono cimentarsi con l’apprendimento di questa tecnica, a ripetere questo particolare itinerario. Nella foto la via che si sviluppa sulla parte destra della parete. A breve verranno attrezzati altri due tiri di corda per poter salire la via direttamente dal prato sottostante.